Guida n. 70
Saldatore, stagno e flussante: la temperatura giusta, le quattro mosse, come riconoscere una saldatura buona e come rimediare agli errori.
A cura di Ada Intelisano · redazione tecnica di informaticait.it
- Si scaldano piazzola e piedino insieme, poi si aggiunge lo stagno dal lato opposto alla punta.
- Stagno senza piombo Sn99,3Cu0,7: fonde a 227 °C, punta tra 320 e 360 °C (Cynel).
- Saldatura buona: liscia, a cono concavo, bagna piazzola e piedino.
- Errori: si rimedia con flussante, treccia dissaldante e un secondo tentativo.
Saldare non è difficile, ma ci sono tre o quattro cose che nessuno ti spiega e che fanno tutta la differenza. Lo stagno non si «porta» con la punta: si scaldano i due metalli da unire e lo stagno ci scorre sopra da solo. Se capisci questo, il resto è pratica. Qui parliamo di componenti a foro passante, pin header e fili, cioè quello che si salda nei kit e nei moduli.
1Cosa serve
- un saldatore a temperatura regolabile, meglio se una stazione con il supporto (la Weller WE1010, per esempio, va da 100 a 450 °C);
- filo di stagno con il flussante dentro, da 0,7 mm per i lavori piccoli e da 1 mm per fili e connettori;
- una spugnetta umida o lana di ottone per pulire la punta, un po' di flussante in gel, la treccia dissaldante per gli errori;
- una terza mano o una morsa per tenere fermo il lavoro, e una finestra aperta.
2Quale stagno e a che temperatura
Per chi salda a casa la scelta è il filo senza piombo Sn99,3Cu0,7: fonde a 227 °C e il produttore consiglia la punta tra 320 e 360 °C. Il classico Sn60Pb40 fonde prima e scorre meglio, ma la scheda tecnica Cynel dice che, per il piombo che contiene, è riservato all'uso professionale.
Hakko dà una regola pratica: nel giunto lo stagno deve arrivare circa 50 °C sopra la fusione, e la stazione va impostata altri 70-100 °C più in alto, perché la punta cede calore al pezzo e deve recuperarlo subito. Per il resto vale la temperatura più bassa con cui riesci a lavorare. Più alta non aiuta: brucia il flussante prima che faccia effetto e consuma la punta.
3Le quattro mosse
- Scalda: appoggia la punta in modo che tocchi insieme la piazzola e il piedino. Un secondo o due.
- Aggiungi lo stagno dalla parte opposta, dove i metalli sono caldi, non sulla punta: deve fondere da sé e scorrere attorno al piedino.
- Togli lo stagno appena si è formato un piccolo cono che copre la piazzola.
- Togli la punta e non muovere nulla finché lo stagno non diventa solido: se si muove adesso, la saldatura viene «disturbata».
In tutto sono tre o quattro secondi. Se ne servono molti di più, la punta è sporca o la temperatura è troppo bassa per quel pezzo.
4Guarda il risultato
Una saldatura buona è liscia, da satinata a lucida, e fa un raccordo concavo che bagna sia la piazzola sia il piedino: il contorno del piedino si vede ancora sotto lo stagno. Nei fori metallizzati lo stagno passa dall'altra parte e si lega anche alla piazzola di sotto. Il piedino che avanza si taglia: le norme NASA ed ECSS lo vogliono al massimo intorno ai 2,3 mm (sul minimo non concordano).
- Fredda o disturbata: riscalda e aggiungi un filo di stagno nuovo, che porta flussante fresco.
- Troppo stagno: tira via l'eccesso con la treccia e rifai.
- Ponte: un po' di flussante e passa la punta pulita tra le due piazzole; se resta, treccia.
- Piedino non bagnato: il piedino era sporco o ossidato, o non è stato scaldato. Flussante e riprova scaldando anche lui.
5Dissaldare
Treccia: appoggiala sulla saldatura e premi sopra con la punta. Lo stagno fuso sale nel rame per capillarità e la treccia diventa argentata. Togli insieme treccia e punta, così la treccia non resta incollata, e taglia il pezzo usato. Conviene una treccia larga più o meno come la piazzola.
Succhiastagno: arma lo stantuffo, scalda la saldatura, avvicina il beccuccio e premi il pulsante. Quello che resta si toglie con la treccia.
6La punta e la sicurezza
- Pulisci la punta su lana di ottone o su una spugna umida, non bagnata, poi rimetti subito un velo di stagno: una punta stagnata passa il calore, una ossidata no.
- A fine lavoro lascia la punta coperta di stagno e spegni. Lo stagno senza piombo ossida la punta più in fretta: puliscila più spesso.
- Il fumo del flussante a base di colofonia è una causa comune di asma professionale (lo dice l'ente britannico HSE): tieni la testa fuori dal fumo, lavora con la finestra aperta o con un aspiratore.
- Lavati le mani dopo aver saldato, soprattutto se hai usato lega con piombo. Non mangiare al banco.
- Il saldatore va sempre nel suo supporto, mai appoggiato sul tavolo.
- Salda una fila di pin header su una basetta millefori: è l'esercizio perfetto, dieci saldature uguali.
- Guardale con una lente e confrontale con le figure del passo 4. Rifai quelle che non ti convincono.
- si scaldano piazzola e piedino, lo stagno si dà a loro e non alla punta;
- la temperatura giusta dipende dalla lega: per il senza piombo 320–360 °C secondo Cynel;
- una saldatura buona è un cono concavo e lucido che lascia vedere il piedino;
- la punta va tenuta pulita e stagnata.
Prodotti utili
Altre guide
- Codice colori delle resistenze e tolleranze
- MOSFET a canale N e a canale P
- Transistor bipolare (BJT) o MOSFET?
- Il relè: come comandarlo e quanto assorbe
- Componenti THT e SMD/SMT
- Pinout delle schede XIAO
- LED: tensione diretta e resistenza in serie
- Il multimetro: misurare tensione e corrente
- Wemos D1 mini: primi passi
- Modulo MOSFET con Arduino ed ESP32
- Modulo relè con Arduino ed ESP32
- Filamenti per stampa 3D: PLA, PETG e versioni con fibre
- Analogico e digitale: le differenze
- ADS1115: convertitore a 16 bit con Arduino ed ESP32
- Da bit a valore reale: convertire le letture dei sensori
- Orologio RTC DS3231 con Arduino ed ESP32
- Regolatore lineare o switching: quale scegliere
- Step-down, step-up e buck-boost: scegliere il modulo giusto
- Partitore di tensione: leggere tensioni più alte di 5 V o 3,3 V
- Pull-up, pull-down e rimbalzo: collegare un pulsante come si deve
- Livelli logici 3,3 V e 5 V: far parlare ESP32 e Arduino
- Il bus I²C: indirizzi, pull-up e lo scanner
- Batterie al litio: tensioni, carica e protezione
- Consumi e deep sleep dell'ESP32: quanto dura la batteria
- Sensori di temperatura a confronto
- ESP32: quali pin usare e quali evitare
- Primi passi con l'ESP32 in Arduino IDE 2 e PlatformIO
- Display OLED SSD1306 e LCD 16×2 I²C con Arduino ed ESP32
- Sensore di movimento PIR e sensore a ultrasuoni HC-SR04
- Data e ora da Internet con l'ESP32: NTP, fuso italiano e ora legale
- Data logger su microSD: salvare le misure in CSV
- ESP32 a pannello solare: pannello, caricatore e conti per l'Italia
- Web server sull'ESP32: comandare un relè dal telefono
- Il tuo primo LED: collegarlo e farlo lampeggiare
- Il pulsante: far decidere ad Arduino
- Il potenziometro: girare una manopola e leggerne il valore
- Luce morbida: regolare la luminosità di un LED
- Il cicalino: suonare note e melodie
- Il semaforo: tre LED in sequenza
- Il termometro: leggere la temperatura con il TMP36
- Il servomotore: muovere un braccetto con Arduino
- La luce notturna: la fotoresistenza e la prima decisione
- Il relè: accendere una lampadina con Arduino
- Il display LCD: far scrivere Arduino
- Il dado elettronico: il primo progetto completo
- Il LED RGB: tutti i colori con tre luci
- Il joystick: comandi a due assi con uno shield
- L'anello di LED: dodici colori con un solo pin
- Il motore DC: farlo girare con un MOSFET
- L'umidità del terreno: la pianta che chiede acqua
- Il motore passo-passo: girare di quanto vuoi tu
- Il sensore di parcheggio: bip sempre più veloci
- Il display a 7 segmenti: numeri grandi e luminosi
- L'irrigazione automatica: la pianta si annaffia da sola
- Il tastierino: la serratura con il codice segreto
- Stazione meteo in rete: valori e grafico sul telefono
- Un bot Telegram sull'ESP32: casa tua dal telefono
- MQTT con l'ESP32: la lingua degli oggetti connessi
- Aggiornare l'ESP32 via Wi-Fi (OTA)
- ESP-NOW: due ESP32 che si parlano senza router
- WebSocket con l'ESP32: il LED che segue il cursore
- Le letture su un foglio Google, con il deep sleep
- WiFiManager: il Wi-Fi si sceglie dal telefono
- Bluetooth LE con l'ESP32: il telefono senza rete
- La fotocamera nel browser con l'ESP32-S3
- Una cassa Bluetooth portatile, fatta da te
- Diffusori Bluetooth da scrivania, 2 × 20 W
- Lettore MP3 stereo con due pulsanti
- La mensola che suona: un exciter Visaton
- Quanto consuma? Corrente e potenza con l'INA219
- Bilancia con cella di carico e HX711
- Semaforo della CO2: quando aprire le finestre
- Apriporta con tessera RFID
- GPS: registratore di percorso su microSD
- LoRa: fin dove arriva? Prova di portata con due schede
- Cartello meteo a batteria con display e-paper
- Radio web con ESP32 e amplificatore I2S
- Primi passi con il Raspberry Pi Pico 2 in MicroPython